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Basilica di Santa Maria dei Servi


Uno dei capolavori del Medio Evo senese. La chiesa di Santa Maria dei Servi sorge sul colle dominante la Valdimontone dove un tempo si trovava l'antica chiesa di S. Clemente, rinnovata dai Serviti a partire della fine del Duecento.

Santa Maria dei Servi vista dalla Torre del Mangia

Santa Maria dei Servi vista dalla Torre del Mangia


Santa Maria dei Servi, facciata

Santa Maria dei Servi, facciata


La chiesa prese così il nome esteso di S. Clemente in Santa Maria dei Servi. Le vicende della chiesa sono lunghe e complesse; essa fu ingrandita nel secolo successivo: nel 1416 la scala venne eliminata a favore della 'piaggia' che ancora oggi introduce all'ingresso principale; la chiesa venne poi radicalmente trasformata, secondo un impianto rinascimentale, a tre navate, tra il 1471 ed il 1527. La sua consacrazione avvenne nel 1533, anche se, cosa comunque frequente nelle chiese toscane, la facciata non fu mai del tutto completata.
Alla semplice facciata, ove emergono i segni dei rifacimenti, s'accompagna un poderoso e bel campanile della fine del Duecento, ampiamente restaurato e rifatto in parte nel 1926. Ancora visibili, al di sopra della prima cappella destra, resti di affreschi di ricordo lorenzettiano (Paradiso e Inferno).

Anonimo, Madonna e angeli, frammenti di affresco

Anonimo, Madonna e angeli, frammenti di affresco


Nel suggestivo e maestoso interno, a croce latina, le semplici colonne in marmo bianco scandiscono il ritmo dell'interno. Dopo pochi passi, nel secondo altare della navata destra, la bellissima e celebre tavola detta la Madonna del Bordone che fu dipinta dal fiorentino Coppo di Marcovaldo nel 1261, quando era prigioniero dei senesi, dopo la battaglia di Montaperti. Tradizionalmente si vuole che questa tavola fosse il riscatto di Coppo. Comunque sia, la veste della Vergine e la su posizione iconografica furono un punto di riferimento importante nella grande produzione delle ''Madonne senesi''.

Coppo di Marcovaldo, Madonna del Bordone

Coppo di Marcovaldo, Madonna del Bordone


Nel terzo altare, sempre a destra, spicca una bella Natività della Madonna del pittore barocco senese Rutilio Manetti. Nel quinto altare, una tragica Strage degli Innocenti del quattrocentesco Matteo di Giovanni; è questo un tema molto amato dal pittore che ce ne offre altre tre versioni: una al Duomo, una nella Sala del Mappamondo e una oggi al Museo di Capodimonte. Notevole la descrizione cruda dei corpi degli infanti e la rappresentazione malefica di Erode.

Matteo di Giovanni, Strage degli Innocenti

Matteo di Giovanni, Strage degli Innocenti


Non è possibile, vista la tela di Matteo di Giovanni, non accostarla con un'opera poco distante nella chiesa. Nella seconda cappella del transetto destro, infatti, altra Strage degli Innocenti, ma questa volta si tratta di un affresco trecentesco di Niccolò di Segnai. Anche qui, nonostante le ingiurie del tempo, resta una straordinaria intensità espressiva che si può apprezzare anche negli affreschi della seconda cappella del transetto sinistro.

Niccolò di Segna, Strage degli innocenti

Niccolò di Segna, Strage degli innocenti


Lippo Memmi, Madonna con Bambino

Lippo Memmi, Madonna con Bambino


Si tratta della cappella Spinelli, dove troviamo una bellissima raffigurazione del Banchetto di Erode e dell'Ascensione di Giovanni Evangelista, opere di Pietro Lorenzetti. Nonostante gli interventi successivi, resta nell'ordito l'estrema eleganza e sensualità dei movimenti di Salomè contrapposti alla staticità maschile di Erode e degli ospiti.

Pietro Lorenzetti, Banchetto di Erode, dettaglio

Pietro Lorenzetti, Banchetto di Erode, dettaglio


Taddeo di Bartolo, Adorazione dei pastori

Taddeo di Bartolo, Adorazione dei pastori


Sull'altare, una Natività del 1404 di Taddeo di Bartolo.
Nella cappella di fondo, sempre del transetto sinistro, ecco la bella immagine della Madonna del Manto, dipinta da Giovanni di Paolo, nel 1436.

Giovanni di Paolo, Madonna della Misericordia, 1431

Giovanni di Paolo, Madonna della Misericordia, 1431


Sulle pareti del transetto sinistro, una ricca Madonna della peste di Siena di Astolfo Petrazzi, creata nel XVII secolo per racchiudere la celebre e adoratissima Madonna del Popolo di Lippo Memmi (1325), uno dei vertici della pittura senese, oggi alla Pinacoteca Nazionale.
Sull'altar maggior, nell'abside, si noti la grande tavola rinascimentale di Bernardino Fungai raffigurante L'Incoronazione della Madonna. Al centro dell'arco trionfale, un Cristo in Pietà dentro un tondo di ispirazione donatelliana. Riguadagnando l'uscita, vanno ancora notate: nella seconda cappella, una Madonna, Bambino e due angeli, detta Madonna del Belvedere, attribuita a Taddeo di Bartolo; nella prima, una Annunciazione della Madonna di Francesco Vanni del 1588.

Santa Maria dei Servi, vista posteriore

Santa Maria dei Servi, vista posteriore


Nella sacrestia, discrete tele di ignoto artista senese del XVI secolo e un bel lavabo a fogliami. Suggestiva è la visita al convento che possiede tre bei chiostri cinquecenteschi, passati oggi all'attigua Università, ad eccezione di un braccio del primo chiostro dove si conserva la Tomba di Matilde Manzoni, figlia dello scrittore, morta a soli 24 anni a Siena. Ricchissima la libreria del convento che annovera alcuni codici miniati di manifattura senese.

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